
Rio de Jaineiro, 7 ottobre. Almeno 10 feriti, un treno distrutto e la circolazione ferroviaria sospesa per ore è il bilancio di una protesta spontanea scoppiata questa mattina verso le otto (l'una del pomeriggio in Italia) nei sobborghi di Rio de Janeiro. Protagonisti, un gruppo di pendolari esasperati. Il treno che avrebbe dovuto portarli al lavoro, nei quartieri centrali di Rio, dalla Baixada Fluminense, la grande area urbanizzata che circonda la metropoli brasiliana, si è improvvisamente rotto poco prima della stazione di Nilòpolis, a 15 km dalla cidade maravilhosa.
Esasperati, molti viaggiatori hanno preteso almeno il rimborso dei soldi, per poter acquistare il biglietto di un autobus in modo da raggiungere finalmente il lavoro. Appena si è diffusa la notizia che la richiesta era stata rifiutata, a decine hanno invaso i binari e appiccato fuoco a un vagone. A questo punto è entrata in azione la polizia e la situazione è degenerata, mentre tutto il traffico della tratta veniva interrotto.
Chissà che cosa dovrebbero fare, allora, i pendolari italiani, visto che circa il 50% dei treni arriva in ritardo, secondo gli ultimi dati di Altroconsumo.
Il treno all'origine delle proteste di Rio copre il tratto Japeri-Central do Brasil (la stazione centrale di Rio) che ogni giorno porta in città migliaia e migliaia di lavoratori, impiegati, operai, commessi. Un ritardo può anche significare la perdita immediata dell'impiego.


Nessun commento:
Posta un commento