mercoledì 25 novembre 2009

A San Paolo i murales diventano attrazione



Un inedito tour per le vie intorno all'Avenida Paulista, a San Paolo, ammirando le opere dei writers. E' la "Rota do grafite", proposta da un'agenzia turistica paulista.

martedì 24 novembre 2009

Murales superquotati



Tra gli autori di murales ci sono artisti molto quotati, che oltre a lavorare per strada espongono in galleria. Tra i più apprezzati, ci sono i gemelli Gustavo e Otavio Pandolfo.

Percorso guidato



A fare da guida nel tour dei graffiti è una wraiter. Il percorso si snoda da Liberdade, il quartiere giapponese di San Paolo, a Vila Elena. Ogni visita si conclude con uno workshop.

Apparizioni urbane

La zona più ad alta concentrazione di murales si trova nel centro direzionale della città, intorno all'Avenida Paulista, dove hanno le loro sedi banche e società multinazionali.
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lunedì 23 novembre 2009

Cronache brasiliane




Venerdì 20 novembre. Un ragazzo surfa su un canale fognario a cielo aperto durante le violente piogge della settimana scorsa. E' successo a Porto Alegre, nel Sud del Brasile.




Mercoledì 18 novembre. Un gruppo di adolescenti detenuti in un riformatorio a Vitoria, nello stato di Espirito Santo, guida ua rivolta e si impadronisce di 15 ostaggi.







Sabato 7 novembre. Si sono svolti a Paragominas, nello stato di Parà, i Giochi dei Popoli Indigeni, la manifestazione sportiva degli indios brasiliani.


venerdì 20 novembre 2009

Surfare nella m...

Diversi morti e decine di persone senza casa sono il risultato delle inondazioni provocate in questi giorni da un violento diluvio nel Sud del Brasile. A qualcuno, però, l'emergenza acqua ha suggerito un'idea... che sembra una metafora.
Ricardo Dullius, 22 anni, di professione pubblicitario con la passione per il surf, ieri ha cavalcato l'onda in piena di un canale fognario a cielo aperto nella periferia di Porto Alegre.
L'acqua era di un marrone fecale, ma lui l'ha sfidata indossando solo una muta firmata. 
E per evitare spiacevoli conseguenze, si è premurato di immunizzarsi preventivamente con potenti dosi di vermifugo, così almeno ha dichiarato.
La sua surfata è finita immediatamente su YouTube.
Un'impresa scatologica. Vedere per credere.

mercoledì 18 novembre 2009

Rivolta in un riformatorio brasiliano: più amore in cambio di 15 ostaggi









Hanno 12, 15, 17 anni e tutto quello che vogliono è un po' di amore e qualche genere di conforto per addolcire le loro giornate sempre uguali dietro le sbarre.
Sono alcuni adolescenti detenuti all'Istituto di Servizio Socio Educativo, un riformatorio dello stato brasiliano di Espirito Santo, che ieri pomeriggio hanno dato il via a una rivolta che si è appena conclusa. I giovani si erano impadroniti di un'area del carcere facendo ben 31 ostaggi, tutti adulti.
L'istituto si trova a Cariacica, nella periferia di Vitoria, capitale dello stato di Espirito Santo. Ospita ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni che durante il loro stato di detenzione frequentano alcuni corsi di avviamento professionale.
La ribellione è iniziata ieri verso le tre del pomeriggio, ora locale, durante uno spettacolo di danza organizzato all'interno del carcere in occasione dei festeggiamenti della Consciência Negra, una ricorrenza molto sentita tra i brasiliani di origine africana che costituiscono la maggior parte della popolazione carceraia in questo Paese.














I ragazzini hanno approfittato dell'occasione per sorprendere le guardie e prendere il controllo del blocco B del riformatorio. Durante l'azione hanno sequestrato 14 sorveglianti e tutti i 17 componenti del gruppo artistico.
In cambio della loro liberazione, i giovani detenuti di Cariacica hanno chiesto colloqui più intimi, senza vetro e senza l'obbligo di essere guardati a vista, per poter abbracciare i propri amici e parenti in un clima disteso. Inoltre, hanno espresso il desiderio che sia loro nuovamente concesso di ricevere doni e cibo dai propri famigliari, consuetudine che negli ultimi mesi si era interrotta a causa di un giro di vite nei controlli.
Dopo diverse ore di trattative, questa notte tutti i ballerini tranne uno sono stati liberati. La rivolta è proseguita con ancora 15 ostaggi, quasi tutti guardie carcerarie, nelle mani dei ragazzi.
Il numero degli adolescenti coinvolti, invece, non è ancora chiaro, anche se c'è chi parla di 30 minori di varie età.
Questa vaghezza è un particolare non di poco conto che la dice lunga su come un minorenne disagiato, una volta in carcere, in Brasile come anche in altre parti del mondo, spesso perda la dignità di essere considerato una persona, finnendo per diventare un'entità confusa, parte di un altrettanto vago "gruppo di minori". Se poi alla Polizia Militare, subito accorsa a gestire l'emergenza, fosse scappato qualche morto, fare i conti sarebbe stato più difficile.




Per fortuna, così non è avvenuto. Dopo circa 17 ore dall'inizio delle trattative, verso le 10 di questa mattina, ora locale, in seguito a un intervento della polizia, i ragazzi si sono arresi e hanno liberato tutti gli ostaggi. Secondo la direzione dell'isituto penitenziario non ci sarebbe nessun ferito nè tra i sequestrati, nè tra gli agenti, nè tra i detenuti.
Non è dato di sapere che ne sarà ora delle loro richieste.
                



                              


martedì 10 novembre 2009

300 falsi Barrichello sul social network. Google multato in Brasile




In Italia si sa che è successo su Facebook all'attore e regista Carlo Verdone, al cantante Samuele Bersani e all'attrice Monica Bellucci. Ma sicuramente non sono stati gli unici Vip a scoprire di essere sul social-network... senza saperlo.
Il web è l'habitat naturale di mitomani millantatori che con i più vari secondi fini si spacciano per famosi che non sono. D'altra parte, creare un falso profilo, corredarlo di foto e infarcirlo di info copiate e incollate da Wikipedia è un gioco da ragazzi. Scoprire chi si nasconde dietro al clone di turno è invece pressoché impossibile, anche se creare una falsa identità su Internet è un reato penale.
Più facile colpire chi gestisce il network. L'ha fatto il pilota Rubens Barrichello che ha denunciato direttamente Google, provider di Orkut, il social-network più diffuso in Brasile, colpevole di aver pubblicato non uno, ma addirittura 300 suoi profili falsi, oltre a ospitare 90 gruppi con contenuti considerati offensivi dal corridore.
Barrichello ha dichiarato di non aver mai utilizzato Orkut per dialogare con i suoi fan, mentre usa abitualmente Twitter.
Ebbene, il tribunale ha condannato Google a pagare a Barrichello 850 mila reals (circa 333 mila euro). La sentenza è stata pubblicara ieri sul Diario Oficial da Uniao (la Gazzetta Ufficiale brasiliana). Non solo: se Google non cancellerà immediatamente le pagine incriminate, dovrà versare ulteriormente al pilota mille reals al giorno, finché non provvederà alla rimozione.
Il campione, terzo ai Mondiali di Formula Uno 2009, ha già annunciato che devolverà l'intera somma all'Istituto Barrichello Kanaan, una fondazione benefica da lui ideata insieme al collega di Formula Indy, Tony Kanaan.
Non è, però, ancora detta l'ultima parola: Google ha già fatto ricorso e quindi la sentenza potrebbe cambiare. Se invece verrà confermata si tratta della multa più salata che il provider ha ricevuto in Brasile.

sabato 7 novembre 2009

Olimpiadi della foresta?














La Funai, la fondazione governativa che protegge e tutela gli indios brasiliani organizza (quasi) ogni anno i Giochi dei Popoli Indigeni, supportata dal Ministero dello Sport.
La decima edizione si concluderà proprio domani 7 novembre, dopo una settimana fitta di incontri.

Circa 1300 nativi appartenenti a decine di tribu differenti sono impegnati in gare di tiro con l'arco, tiro alla fune, lotta, canoa, corsa, corrida, zarabatana, un'arte marziale indigena,  e calcio (non sarà uno sport primitivo, ma siamo in Brasile) nella città di Paragominas nello stato di Parà.
Sono Aikewara, Kayapò e Guaranì del Parà, Bakairi e Bororo del Mato Grosso, Yanomami del Roraima, Xucuru Kariri di Alagoas, Matis e Waimri Atroari di Amazonas. Solo per citarne alcuni.




Per partecipare hanno fatto centinaia di chilometri in canoa, in autobus, in aereo, perché insediamenti originari indigeni in Brasile sono presenti ovunque, dalle aree amazzoniche del Nord fino allo stato di San Paolo e scendendo fin giù, in Rio Grande do Sul, all'estremo meridione. Alcuni di loro hanno lasciato un villaggio di dieci, venti persone ed è tutto quello che rimane del loro popolo.




Non so se Claude Lévi-Strauss si è mai pronunciato su questa volonterosa iniziativa, partita nel lontano 1996. Nel sito del Funai si dice che è nata da un sogno degli stessi indios. Chissà. Di certo lo stato federale non può che essere molto interessato a controllare e monitorare la presenza di questi irriducibili abitanti originari, più o meno isolati dalla cosiddetta civiltà, annidiati nel folto della boscaglia, in quella che è l'enorme frontiera brasiliana, quell'immenso mare verde che custodisce uomini e animali, ma anche giacimenti di metalli, pietre preziose, legnami pregiati e specie botaniche ambite dall'industria farmaceutica.



Quando nel 1935 Lèvi-Strauss andò in Brasile, professore incaricato di sociologia all'Università di San Paolo, approfittava di ogni momento libero per fare brevi incursioni tra i popoli indigeni di cui già si occupava nei suoi studi. Una delle sue prime spedizioni fu appunto tra i Bororo nel Mato Grosso.




Lévi-Strauss è mancato alla rispettabile età di 101 anni proprio in questi giorni. L'avranno ricordato i Bororo, i Guaranì e i Kayapò in festa a Paragominas?
Le loro decorazioni di piume sono magnifiche, i loro tatuaggi impressionanti. Sanno imitare tutti i richiami degli uccelli della loro foresta, ma in Brasile non possono votare. Gli indios sono considerati cittadini incapaci di intendere e volere nella società evoluta a cui noi tutti apparteniamo. Sono come bambini sotto tutela: la Funai si cura di loro. Ma chi vincerà la gara contro le multinazionali del progresso? Tristi Tropici.

lunedì 2 novembre 2009

Brazilian graffiti















Quello che in Italia e in Spagna è un reato, in Brasile ancora è possibile. Forse è per questo che i muri di San Paolo stanno diventando un museo a cielo aperto di wraiter. Tanto che un'agenzia turistica ha organizzato una visita guidata di murales in murales per le vie della città, con un wraiter illustra le varie opere.















La "Rota do grafite", il tour dei graffiti, include workshop finale e si concentra in alcune zone intorno all'Avenida Paulista, il cuore finanziario della citàà, sede di banche e multinazionali. Inizia da Liberdade, il quartiere giapponese di San Paolo, per raggiungere la rua Augusta, un tempo passeggio chic, fino a Vila Madalena.

























Tra i writer più apprezzati, anche dal mercato dell'arte, i gemelli Gustavo e Otavio Pandolfo espongono i loro lavori più recenti fino al 13 dicembre al Museo dell'Arte Brasiliana presso l'esclusiva Fondazione Armando Alvares Penteado.


lunedì 26 ottobre 2009

Brasile: il diario del narcotrafficante surfista















Si intitola Surfista, ex drogado, ex-traficante (Surfista, ex-drogato, ex-trafficante, ed. Francisco Alves) il best-seller del momento in Brasile. Uscito la scorsa settimana,  l'autore è Jaques Chulam, un atletico trentacinquenne di San Paolo, un ragazzo di buona famiglia che, dopo varie vicissitudini, è finito in carcere a Lisbona, incriminato per traffico internazionale di droga.

Il libro, scritto durante la detenzione, è il diario della sua caduta e risalita dall'inferno. Una storia che in Brasile fa molto scalpore. Da quelle parti chi traffica droga, di solito, non è iscritto all'università, facoltà d'ingegneria, non ha i soldi per andare a surfare il fine settimana a Guaruja o a Uba Tuba, sul Litoral paulista, o addirittura alle Hawaii. Di regola, in Brasile gli spacciatori nascono poveri e, a meno di non abitare sulla costa, da piccoli il mare lo vedono solo in tv.

Jaques Chulam, invece, era il classico figlio di papà, appassionato di surf e pieno di real. La droga, però, gli ha fatto cambiare strada. Così come i surfisti di Point Break si trasformavano in rapinatori di banche, Chulam per sovvenzionare il suo crescente consumo di crack e cocaina si era riciclato in narcotrafficante internazionale. Prima verso gli Usa, seguendo la rotta dei cercatori dell'onda perfetta, San Paolo-Honolulu, la capitale mondiale del surf, poi spostandosi verso l'Europa. Nei dintorni della capitale delle Hawaii, dove abitava la maggior parte del tempo, aveva perfino impiantato una coltivazione illegale di marijuna in una riserva naturale protetta. 

Il 25 ottobre 2004 viene arrestato all'aereoporto internazionale di Lisbona con un chilo di cocaina. «È stata la cosa migliore che mi è successa nella mia vita», ha scritto poi nel suo diario. Dopo quattro anni di detenzione e riabilitazione, oggi Jaques Chulam, "ripulito" dalle droghe e libero dalla dipendenza, è pronto per diventare uno scrittore famoso.









lunedì 12 ottobre 2009

Ai Nobel vincono le donne

Dopo il Nobel per la medicina a Elizabeth Blackburn e Carol Greider e quello per la letteratura a Herta Müller, per la prima volta nella sua storia il Nobel per l'economia è stato assegnato a una donna, Elinor Ostrom. Nata a Los Angeles nel 1933, la Ostrom insegna Scienze Politiche a Bloomington, all’Università dell’Indiana. Si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento insieme al collega Oliver Williamson dell'università di Berkeley con cui ha portato avanti una ricerca sull’organizzazione della cooperazione nella governance economica. Elinor Ostrom è un'esperta nello studio dei consumi e le gestioni delle risorse comuni,  come l’acqua o gli idrocarburi. Un settore oggi molto attuale alla luce del sempre più delicato equilibrio tra salute del pianeta, bisogni delle collettività e sfruttamento delle risorse naturali. Intervistata subito dopo l'annuncio, la Ostrom si è detta contenta di essere la prima donna a ricevere il Nobel per l'economia, ma si è anche augurata di non essere l'ultima.

domenica 11 ottobre 2009











Herta Müller: un Nobel da 1.000 euro

Herta Müller, scrittrice e poetessa romena di lingua tedesca, è il premio Nobel per la letteratura 2009.
Una settimana fa era un'autrice per pochi. Oggi il suo libro più significativo, Il Paese delle prugne verdi, si appresta a diventare un best seller. Si appresta, perché trovarne una copia è praticamente impossibile.

Una voce per i diseredati
La motivazione con cui gli accademici svedesi hanno assegnato il Premio Nobel 2009 a Herta Müller usa parole significative: «Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati».

Una voce per i diseredati

La motivazione con cui gli accademici svedesi hanno assegnato il Premio Nobel 2009 a Herta Muller usa parole significative: «Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati».
La maggior parte dei lettori di tutto il mondo e sicuramente la quasi totalità di quelli italiani, però, ne ignora sia la poesia sia la lirica. In attesa di poter leggere i suoi libri, al momento introvabili, ci si può limitare a cercare di conoscere di più la sua storia e in particolare il mondo dei diseredati che ha raccontato nelle sue opere, quello dei romeni oppressi dalla dittatura di Ceausescu.
Chi è Herta Muller?
È nata a a Nitchidorf, nel distretto di Timis, una regione di lingua tedesca in Romania, il 17 agosto del 1953. Ha studiato all'Università di Timisoara e nel 1971 ha iniziato a lavorare come traduttrice dal tedesco in una società ingegneristica da cui venne licenziata nel 1979 perché si rifiutò di collaborare con la Securitate, i servizi segereti del regime. Fu quindi costretta ad arrangiarsi con lavori estemporanei, come maestra d'asilo e insegnante di tedesco.
In questo periodo scrive il suo primo libro, Niederungen. Si tratta di una raccolta di racconti che esce a Bucarest nel 1982 in forma censurata. La sua versione originale verrà pubblicata più di 15 anni dopo, nel 1999.
Nel 1987 lasciò la Romania insieme al marito, lo scrittore Richard Wagner, e andò a vivere in Germania. Nel 1995 fu invitata a far parte dell'Accademia tedesca di Letteratura e Poesia.
Tra i suoi numerosi libri di racconti e romanzi di forte contenuto lirico e simbolico che esprimono l'orrore e il senso di controllo e persecuzione vissuti dai romeni sotto la dittatura di Ceausescu, solo pochi titoli sono stati fina a oggi pubblicati in Italia. Tra questi, In viaggio con una gamba sola (Marsilio) e Il paese delle prugne verdi (Keller Editore).
Lo scorso settembre Herta Muller ha partecipato a un incontro con i lettori durante il Festival della Letteratura di Mantova.

sabato 10 ottobre 2009

Herta Müller: un Nobel da 1.000 euro




Herta Müller, scrittrice e poetessa romena di lingua tedesca, è il premio Nobel per la letteratura 2009. Una settimana fa era un'autrice per pochi. Oggi il suo libro più significativo, Il Paese delle prugne verdi, si appresta a diventare un best seller. Si appresta, perché trovarne una copia è praticamente impossibile.

La piccola casa editrice trentina che lo pubblica in Italia, Keller Editore, è subissata dalle richieste dei librai ma sta facendo fatica ad accontentarli. Alla Feltrinelli di piazza del Duomo, a Milano, ad esempio, mercoledì ne avevano giusto una copia, automaticamente venduta giovedì, all'annuncio del riconoscimento. Sembra che Keller, nella sua sede tra i vigneti intorno a Rovereto, stia facendo fatica pure a trovare la carta per far fronte alle richieste.

Qualsiasi editore sogna un simile colpo di fortuna: un autore misconosciuto (costato pochissimo) che da un giorno all'altro si rivela un grande della letteratura mondiale (diventando una macchina di soldi).

Voci di librai dicono che a Herta Müller per l'edizione italiana di Il paese delle prugne verdi siano stati pagati 1000 euro. Quanto varrà adesso, per la casa trentina? I miracoli dell'Accademia svedese.

Vivere a piedi

Personalmente userei l'auto anche per andare a comprare il pane a due isolati da casa mia (non so perché ho usato il condizionale). Perciò è con il più sincero stupore che osservo, quando mi capita, soprattutto d'estate, di imbattermi in quelle creature apparentemente umane, munite di zaini e spesso addirittura carrellini carichi di roba, arrancare in salita, ma anche in piano e in discesa, sotto il sole, con l'immancabile bottiglia dell'acqua.


Giovani, ma anche no. Uomini, ma anche donne. Fisici tonici e asciutti, assorbiti dallo sforzo, volti leggermente fanatici. Gli amanti dei viaggi a piedi. Di solito nordici, tutt'al più francesi. Li ho visti in varie parti dell'Italia, in Grecia, in Spagna. Non li ho mai capiti. Che gusto c'è a soffrire sotto il sole? C'è chi cammina in gruppo, in coppia, da solo.
Che gusto c'è? Ora forse posso immaginarmelo. Christoph Rehage, tedesco, 27 anni, ha camminato per 4646 hm, da Bejing a Urumqi, attraversando da Est a Ovest la Cina. Ci ha messo un anno, il 2008. Poi ha montato le foto che si faceva tutti i giorni con la stessa identica inquadratura.
Il risultato è un video molto bello.
Guardatelo.





venerdì 9 ottobre 2009

Chi ha ammazzato Mark Frechette?
















Ti imbatti per caso in un volto drammatico, illuminato da due occhi come finestre aperte sul vuoto in un vecchio bellissimo film, Uomini Contro, di Francesco Rosi. Vai a guardare il cast e scopri un nome che lì per lì non ti dice niente, eppure...

Eppure vai su Imdb e capisci dove l'hai già visto, secoli fa in un cineforum della tua adolescenza. Mark Frechette. Libertà e morte nella Death Valley, il cuore arido del deserto americano. Zabriskie Point. Michelangelo Antonioni.

Che fine ha fatto? Non era un attore. In un vecchio filmato lo vedo rispondere impacciato in un talk show televisivo, all'indomani dell'uscita del film in America, seduto accanto alla coprotagonista Daria Halprin, altra meteora. Un ineffabile Mel Brooks, chissà perché invitato insieme a loro, si mostrava decisamente più a suo agio.

Antonioni cercava un ribelle vero per il suo film. La direttrice del casting lo notò in un sobborgo di Boston. Stava litigando con un tizio a una fermata dell'autobus.

Abitava in un comune. Si arrangiava come poteva, viveva di espedienti. All'improvviso, iniziarono ad arrivargli un sacco di dollari. Lo invitavano in tv, lo chiamavano per altri film. Finì in copertina su Rolling Stone. Ma non cambiò vita. I soldi, per esempio, li dava tutti alla comune. E spesso finivano.

Il 29 agosto 1973, tre anni dopo Zabriskie Point, lo beccarono durante una rapina. Erano in tre. Scelsero come bersaglio la filiale della New England Merchant's Bank di Fort Hill, periferia di Boston: praticamente l'agenzia sotto casa. Andò male. Ci scappò un morto, uno dei suoi amici. Lui, che aveva solo una pistola scarica, fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Norfolk. Una casa di detenzione di minima sicurezza, dopotutto.

Non ne uscì più vivo. Due anni dopo, il 27 settembre 1975, lo trovarono cadavere nella palestra della prigione. La versione ufficiale dice che morì per soffocamento mentre faceva allenamento pesi. Una sbarra di 70 kg gli aveva fracassato il collo. Aveva 27 anni.

L'anno scorso un regista russo naturalizzato americano, Michael Yaroshevsky, ha realizzato un documentario sulla sua tragica storia: Death Valley Superstar. Per ora è stato visto solo in qualche festival, a Montreal, San Francisco, San Paolo.


giovedì 8 ottobre 2009

Rio: continuano le proteste dei pendolari

















Rio de Janeiro, 8 ottobre. Il giorno dopo i tumulti alla stazione di Nilòpolis, un sobborgo di Rio, provocati da un guasto improvviso a un treno di pendolari, un altra protesta ha paralizzato questa volta la Central do Brasil, la principale stazione ferroviaria carioca.

Verso le quattro e un quarto del pomeriggio, ora di Rio, un ennesimo guasto ha coinvolto i treni che ogni giorno riportano a casa le centinaia di migliaia di uomini e donne che lavorano in centro città. Subito sono scoppiati i disordini.

SuperVia, la società che gestisce quel tratto di ferrovia ha richiesto l'intervento del  Batalhão de Choque, un reparto speciale della polizia militare brasiliana che ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Cinque persone sono state ricoverate in ospedale con crisi di ipertensione ed escoriazioni in tutto il corpo, mentre una sesta, una donna incinta, ha avuto un malore.


mercoledì 7 ottobre 2009

Treno in ritardo? I pendolari incendiano la carrozza








Rio de Jaineiro, 7 ottobre. Almeno 10 feriti, un treno distrutto e la circolazione ferroviaria sospesa per ore è il bilancio di una protesta spontanea scoppiata questa mattina verso le otto (l'una del pomeriggio in Italia) nei sobborghi di Rio de Janeiro. Protagonisti, un gruppo di pendolari esasperati. Il treno che avrebbe dovuto portarli al lavoro, nei quartieri centrali di Rio, dalla Baixada Fluminense, la grande area urbanizzata che circonda la metropoli brasiliana, si è improvvisamente rotto poco prima della stazione di Nilòpolis, a 15 km dalla cidade maravilhosa.

Esasperati, molti viaggiatori hanno preteso almeno il rimborso dei soldi, per poter acquistare il biglietto di un autobus in modo da raggiungere finalmente il lavoro. Appena si è diffusa la notizia che la richiesta era stata rifiutata, a decine hanno invaso i binari e appiccato fuoco a un vagone. A questo punto è entrata in azione la polizia e la situazione è degenerata, mentre tutto il traffico della tratta veniva interrotto.
Chissà che cosa dovrebbero fare, allora, i pendolari italiani, visto che circa il 50% dei treni arriva in ritardo, secondo gli ultimi dati di Altroconsumo.

Il treno all'origine delle proteste di Rio copre il tratto Japeri-Central do Brasil (la stazione centrale di Rio) che ogni giorno porta in città migliaia e migliaia di lavoratori, impiegati, operai, commessi. Un ritardo può anche significare la perdita immediata dell'impiego.

martedì 6 ottobre 2009

Non solo farfalle

















Anche voi da bambini siete stati raggirati da fantasiose spiegazioni dell'atto sessuale? Per anni (almeno fino alle medie) vi siete chiesti che cavolo facevano davvero tutte quelle api e farfalle?

Se ancora vi resta un briciolo di curiosità, dovete assolutamente guardare Green Porno docufiction scritta, diretta e... interpretata da Isabella Rossellini. Le abitudini riproduttive degli animali più curiosi del pianeta spiegate con stile surreale e documentazione rigorosamente scientifica.

Per ora l'ex musa di Arbore e Lynch ha prodotto tre serie, ciascuna di otto corti, su insetti, pesci e creature degli abissi. Irresistibile la sua interpretazione del calamaro in amore.

Green Porno parteciperà al festival CinemAmbiente, a Torino dall'8 al 13 ottobre.
Ci sarà anche l'eco-documentario più acclamato del momento, The Age of Stupid di Fanny Armstrong, presentato in prima mondiale lo scorso settembre. Con il volto più horror del cinema, quello dell'attore Pete Postlethwaite, scenari apocalittici e strepitosa colonna sonora di Tom Yorke dei Radiohead.

lunedì 5 ottobre 2009

La notizia del giorno

5 ottobre 2009

Lodo Mondadori, i giudici: "Berlusconi corresponsabile"
Le motivazioni della sentenza su Fininvest-Cir per cui il tribunale di Milano ha disposto un maxi-risarcimento da 750 milioni di euro a favore della holding di De Benedetti.
(Corriere della sera)

L'appello di Libero e Saltamartini "Punite Polanski"
Il 30 settembre il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una risoluzione che richiede la fine immediata dello stupro usato come arma di guerra.
(Libero)

La squadra Astana ha beneficiato di un trattamento di favore al Tour 2009
L'Agenzia francese per la lotta al doping ha redatto un rapporto clamoroso per l'Unione ciclistica internazionale. Vi si segnala il regime di favore di cui ha beneficiato il team di Armstrong e Contador.
(Le Monde)

I Tories parlano di "consultazione" per l'EU, invece di referendum
(The Guardian)

L'amore e l'astio di Dave
Show dell'odio per David Letterman...
(New York Post)


Rio 2016: le opere previste nel settore dei trasporti iniziano già da quest'anno
Metro a Barra e corsie preferenziali per gli autobus sarano i primi interventi.
(O Globo)

Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak premio Nobel per la Medicina
Premiati i loro studi su un enzima che protegge i cromosomi dall'invecchiamento.
(Corriere della Sera, Libero, Le Monde, The Guardian, O Globo, NY Post)


giovedì 1 ottobre 2009

Antonio Cassano presidente della repubblica?





E' quasi ufficiale: Antonio Cassano, ex genio ribelle del calcio, potrebbe essere il nuovo Presidente della Repubblica Italiana.

Nato spontaneamente per iniziativa dei suoi fan, il comitato Vota Fantantonio ha raccolto già 800.000 firme per la candidatura dell'attaccante di punta della Sampdoria al Quirinale. In base alla modifica della Costituzione appena approvata, infatti, la più alta carica dello Stato può venire assegnata a furor di popolo.

Dopo aver deciso di entrare in politica, fondando il movimento Cassanate per tutti un anno fa, il calciatore è riuscito a conquistare con le sue iniziative il cuore della maggior parte degli italiani, non necessariamente tifosi di calcio. Tra le sue imprese più spettacolari, la donazione di una Ferrari a ciascuna famiglia di Bari Vecchia e la costruzione di uno stadio in ogni centro urbano con più di 50.000 abitanti.

mercoledì 30 settembre 2009

Recensioni immaginarie

Naturalmente c'è un serial killer, come in tutti i noir che si rispettino. Ma c'è anche una città, Tokyo, come non l'avete mai immaginata, lontana mille anni per esempio da quella descritta da Murakami Haruki. Violenta, crudele eppure innocente.

E una creatura efebica che vi si insinua tra le pieghe, gli anfratti, i vicoli, gli squarci di un orrore metropolitano senza perdono.

Perché un bambino ferito nell'anima non può perdonare.

Come Hyou Senki, nato 12 anni fa a Tokyo, scrittore esordiente tra i più atroci e strabilianti che si siano mai letti. Il suo primo romanzo, Ninja Restaurant, in Giappone è già cult. In attesa che venga pubblicato anche in Italia.

Come può un bambino descrivere crudeltà così efferate? In che modo Hyou Senki potrà aver affinato in così pochi anni il suo stile, preciso come un bisturi?

Domande senza risposte.