lunedì 26 ottobre 2009

Brasile: il diario del narcotrafficante surfista















Si intitola Surfista, ex drogado, ex-traficante (Surfista, ex-drogato, ex-trafficante, ed. Francisco Alves) il best-seller del momento in Brasile. Uscito la scorsa settimana,  l'autore è Jaques Chulam, un atletico trentacinquenne di San Paolo, un ragazzo di buona famiglia che, dopo varie vicissitudini, è finito in carcere a Lisbona, incriminato per traffico internazionale di droga.

Il libro, scritto durante la detenzione, è il diario della sua caduta e risalita dall'inferno. Una storia che in Brasile fa molto scalpore. Da quelle parti chi traffica droga, di solito, non è iscritto all'università, facoltà d'ingegneria, non ha i soldi per andare a surfare il fine settimana a Guaruja o a Uba Tuba, sul Litoral paulista, o addirittura alle Hawaii. Di regola, in Brasile gli spacciatori nascono poveri e, a meno di non abitare sulla costa, da piccoli il mare lo vedono solo in tv.

Jaques Chulam, invece, era il classico figlio di papà, appassionato di surf e pieno di real. La droga, però, gli ha fatto cambiare strada. Così come i surfisti di Point Break si trasformavano in rapinatori di banche, Chulam per sovvenzionare il suo crescente consumo di crack e cocaina si era riciclato in narcotrafficante internazionale. Prima verso gli Usa, seguendo la rotta dei cercatori dell'onda perfetta, San Paolo-Honolulu, la capitale mondiale del surf, poi spostandosi verso l'Europa. Nei dintorni della capitale delle Hawaii, dove abitava la maggior parte del tempo, aveva perfino impiantato una coltivazione illegale di marijuna in una riserva naturale protetta. 

Il 25 ottobre 2004 viene arrestato all'aereoporto internazionale di Lisbona con un chilo di cocaina. «È stata la cosa migliore che mi è successa nella mia vita», ha scritto poi nel suo diario. Dopo quattro anni di detenzione e riabilitazione, oggi Jaques Chulam, "ripulito" dalle droghe e libero dalla dipendenza, è pronto per diventare uno scrittore famoso.









lunedì 12 ottobre 2009

Ai Nobel vincono le donne

Dopo il Nobel per la medicina a Elizabeth Blackburn e Carol Greider e quello per la letteratura a Herta Müller, per la prima volta nella sua storia il Nobel per l'economia è stato assegnato a una donna, Elinor Ostrom. Nata a Los Angeles nel 1933, la Ostrom insegna Scienze Politiche a Bloomington, all’Università dell’Indiana. Si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento insieme al collega Oliver Williamson dell'università di Berkeley con cui ha portato avanti una ricerca sull’organizzazione della cooperazione nella governance economica. Elinor Ostrom è un'esperta nello studio dei consumi e le gestioni delle risorse comuni,  come l’acqua o gli idrocarburi. Un settore oggi molto attuale alla luce del sempre più delicato equilibrio tra salute del pianeta, bisogni delle collettività e sfruttamento delle risorse naturali. Intervistata subito dopo l'annuncio, la Ostrom si è detta contenta di essere la prima donna a ricevere il Nobel per l'economia, ma si è anche augurata di non essere l'ultima.

domenica 11 ottobre 2009











Herta Müller: un Nobel da 1.000 euro

Herta Müller, scrittrice e poetessa romena di lingua tedesca, è il premio Nobel per la letteratura 2009.
Una settimana fa era un'autrice per pochi. Oggi il suo libro più significativo, Il Paese delle prugne verdi, si appresta a diventare un best seller. Si appresta, perché trovarne una copia è praticamente impossibile.

Una voce per i diseredati
La motivazione con cui gli accademici svedesi hanno assegnato il Premio Nobel 2009 a Herta Müller usa parole significative: «Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati».

Una voce per i diseredati

La motivazione con cui gli accademici svedesi hanno assegnato il Premio Nobel 2009 a Herta Muller usa parole significative: «Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati».
La maggior parte dei lettori di tutto il mondo e sicuramente la quasi totalità di quelli italiani, però, ne ignora sia la poesia sia la lirica. In attesa di poter leggere i suoi libri, al momento introvabili, ci si può limitare a cercare di conoscere di più la sua storia e in particolare il mondo dei diseredati che ha raccontato nelle sue opere, quello dei romeni oppressi dalla dittatura di Ceausescu.
Chi è Herta Muller?
È nata a a Nitchidorf, nel distretto di Timis, una regione di lingua tedesca in Romania, il 17 agosto del 1953. Ha studiato all'Università di Timisoara e nel 1971 ha iniziato a lavorare come traduttrice dal tedesco in una società ingegneristica da cui venne licenziata nel 1979 perché si rifiutò di collaborare con la Securitate, i servizi segereti del regime. Fu quindi costretta ad arrangiarsi con lavori estemporanei, come maestra d'asilo e insegnante di tedesco.
In questo periodo scrive il suo primo libro, Niederungen. Si tratta di una raccolta di racconti che esce a Bucarest nel 1982 in forma censurata. La sua versione originale verrà pubblicata più di 15 anni dopo, nel 1999.
Nel 1987 lasciò la Romania insieme al marito, lo scrittore Richard Wagner, e andò a vivere in Germania. Nel 1995 fu invitata a far parte dell'Accademia tedesca di Letteratura e Poesia.
Tra i suoi numerosi libri di racconti e romanzi di forte contenuto lirico e simbolico che esprimono l'orrore e il senso di controllo e persecuzione vissuti dai romeni sotto la dittatura di Ceausescu, solo pochi titoli sono stati fina a oggi pubblicati in Italia. Tra questi, In viaggio con una gamba sola (Marsilio) e Il paese delle prugne verdi (Keller Editore).
Lo scorso settembre Herta Muller ha partecipato a un incontro con i lettori durante il Festival della Letteratura di Mantova.

sabato 10 ottobre 2009

Herta Müller: un Nobel da 1.000 euro




Herta Müller, scrittrice e poetessa romena di lingua tedesca, è il premio Nobel per la letteratura 2009. Una settimana fa era un'autrice per pochi. Oggi il suo libro più significativo, Il Paese delle prugne verdi, si appresta a diventare un best seller. Si appresta, perché trovarne una copia è praticamente impossibile.

La piccola casa editrice trentina che lo pubblica in Italia, Keller Editore, è subissata dalle richieste dei librai ma sta facendo fatica ad accontentarli. Alla Feltrinelli di piazza del Duomo, a Milano, ad esempio, mercoledì ne avevano giusto una copia, automaticamente venduta giovedì, all'annuncio del riconoscimento. Sembra che Keller, nella sua sede tra i vigneti intorno a Rovereto, stia facendo fatica pure a trovare la carta per far fronte alle richieste.

Qualsiasi editore sogna un simile colpo di fortuna: un autore misconosciuto (costato pochissimo) che da un giorno all'altro si rivela un grande della letteratura mondiale (diventando una macchina di soldi).

Voci di librai dicono che a Herta Müller per l'edizione italiana di Il paese delle prugne verdi siano stati pagati 1000 euro. Quanto varrà adesso, per la casa trentina? I miracoli dell'Accademia svedese.

Vivere a piedi

Personalmente userei l'auto anche per andare a comprare il pane a due isolati da casa mia (non so perché ho usato il condizionale). Perciò è con il più sincero stupore che osservo, quando mi capita, soprattutto d'estate, di imbattermi in quelle creature apparentemente umane, munite di zaini e spesso addirittura carrellini carichi di roba, arrancare in salita, ma anche in piano e in discesa, sotto il sole, con l'immancabile bottiglia dell'acqua.


Giovani, ma anche no. Uomini, ma anche donne. Fisici tonici e asciutti, assorbiti dallo sforzo, volti leggermente fanatici. Gli amanti dei viaggi a piedi. Di solito nordici, tutt'al più francesi. Li ho visti in varie parti dell'Italia, in Grecia, in Spagna. Non li ho mai capiti. Che gusto c'è a soffrire sotto il sole? C'è chi cammina in gruppo, in coppia, da solo.
Che gusto c'è? Ora forse posso immaginarmelo. Christoph Rehage, tedesco, 27 anni, ha camminato per 4646 hm, da Bejing a Urumqi, attraversando da Est a Ovest la Cina. Ci ha messo un anno, il 2008. Poi ha montato le foto che si faceva tutti i giorni con la stessa identica inquadratura.
Il risultato è un video molto bello.
Guardatelo.





venerdì 9 ottobre 2009

Chi ha ammazzato Mark Frechette?
















Ti imbatti per caso in un volto drammatico, illuminato da due occhi come finestre aperte sul vuoto in un vecchio bellissimo film, Uomini Contro, di Francesco Rosi. Vai a guardare il cast e scopri un nome che lì per lì non ti dice niente, eppure...

Eppure vai su Imdb e capisci dove l'hai già visto, secoli fa in un cineforum della tua adolescenza. Mark Frechette. Libertà e morte nella Death Valley, il cuore arido del deserto americano. Zabriskie Point. Michelangelo Antonioni.

Che fine ha fatto? Non era un attore. In un vecchio filmato lo vedo rispondere impacciato in un talk show televisivo, all'indomani dell'uscita del film in America, seduto accanto alla coprotagonista Daria Halprin, altra meteora. Un ineffabile Mel Brooks, chissà perché invitato insieme a loro, si mostrava decisamente più a suo agio.

Antonioni cercava un ribelle vero per il suo film. La direttrice del casting lo notò in un sobborgo di Boston. Stava litigando con un tizio a una fermata dell'autobus.

Abitava in un comune. Si arrangiava come poteva, viveva di espedienti. All'improvviso, iniziarono ad arrivargli un sacco di dollari. Lo invitavano in tv, lo chiamavano per altri film. Finì in copertina su Rolling Stone. Ma non cambiò vita. I soldi, per esempio, li dava tutti alla comune. E spesso finivano.

Il 29 agosto 1973, tre anni dopo Zabriskie Point, lo beccarono durante una rapina. Erano in tre. Scelsero come bersaglio la filiale della New England Merchant's Bank di Fort Hill, periferia di Boston: praticamente l'agenzia sotto casa. Andò male. Ci scappò un morto, uno dei suoi amici. Lui, che aveva solo una pistola scarica, fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Norfolk. Una casa di detenzione di minima sicurezza, dopotutto.

Non ne uscì più vivo. Due anni dopo, il 27 settembre 1975, lo trovarono cadavere nella palestra della prigione. La versione ufficiale dice che morì per soffocamento mentre faceva allenamento pesi. Una sbarra di 70 kg gli aveva fracassato il collo. Aveva 27 anni.

L'anno scorso un regista russo naturalizzato americano, Michael Yaroshevsky, ha realizzato un documentario sulla sua tragica storia: Death Valley Superstar. Per ora è stato visto solo in qualche festival, a Montreal, San Francisco, San Paolo.


giovedì 8 ottobre 2009

Rio: continuano le proteste dei pendolari

















Rio de Janeiro, 8 ottobre. Il giorno dopo i tumulti alla stazione di Nilòpolis, un sobborgo di Rio, provocati da un guasto improvviso a un treno di pendolari, un altra protesta ha paralizzato questa volta la Central do Brasil, la principale stazione ferroviaria carioca.

Verso le quattro e un quarto del pomeriggio, ora di Rio, un ennesimo guasto ha coinvolto i treni che ogni giorno riportano a casa le centinaia di migliaia di uomini e donne che lavorano in centro città. Subito sono scoppiati i disordini.

SuperVia, la società che gestisce quel tratto di ferrovia ha richiesto l'intervento del  Batalhão de Choque, un reparto speciale della polizia militare brasiliana che ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Cinque persone sono state ricoverate in ospedale con crisi di ipertensione ed escoriazioni in tutto il corpo, mentre una sesta, una donna incinta, ha avuto un malore.


mercoledì 7 ottobre 2009

Treno in ritardo? I pendolari incendiano la carrozza








Rio de Jaineiro, 7 ottobre. Almeno 10 feriti, un treno distrutto e la circolazione ferroviaria sospesa per ore è il bilancio di una protesta spontanea scoppiata questa mattina verso le otto (l'una del pomeriggio in Italia) nei sobborghi di Rio de Janeiro. Protagonisti, un gruppo di pendolari esasperati. Il treno che avrebbe dovuto portarli al lavoro, nei quartieri centrali di Rio, dalla Baixada Fluminense, la grande area urbanizzata che circonda la metropoli brasiliana, si è improvvisamente rotto poco prima della stazione di Nilòpolis, a 15 km dalla cidade maravilhosa.

Esasperati, molti viaggiatori hanno preteso almeno il rimborso dei soldi, per poter acquistare il biglietto di un autobus in modo da raggiungere finalmente il lavoro. Appena si è diffusa la notizia che la richiesta era stata rifiutata, a decine hanno invaso i binari e appiccato fuoco a un vagone. A questo punto è entrata in azione la polizia e la situazione è degenerata, mentre tutto il traffico della tratta veniva interrotto.
Chissà che cosa dovrebbero fare, allora, i pendolari italiani, visto che circa il 50% dei treni arriva in ritardo, secondo gli ultimi dati di Altroconsumo.

Il treno all'origine delle proteste di Rio copre il tratto Japeri-Central do Brasil (la stazione centrale di Rio) che ogni giorno porta in città migliaia e migliaia di lavoratori, impiegati, operai, commessi. Un ritardo può anche significare la perdita immediata dell'impiego.

martedì 6 ottobre 2009

Non solo farfalle

















Anche voi da bambini siete stati raggirati da fantasiose spiegazioni dell'atto sessuale? Per anni (almeno fino alle medie) vi siete chiesti che cavolo facevano davvero tutte quelle api e farfalle?

Se ancora vi resta un briciolo di curiosità, dovete assolutamente guardare Green Porno docufiction scritta, diretta e... interpretata da Isabella Rossellini. Le abitudini riproduttive degli animali più curiosi del pianeta spiegate con stile surreale e documentazione rigorosamente scientifica.

Per ora l'ex musa di Arbore e Lynch ha prodotto tre serie, ciascuna di otto corti, su insetti, pesci e creature degli abissi. Irresistibile la sua interpretazione del calamaro in amore.

Green Porno parteciperà al festival CinemAmbiente, a Torino dall'8 al 13 ottobre.
Ci sarà anche l'eco-documentario più acclamato del momento, The Age of Stupid di Fanny Armstrong, presentato in prima mondiale lo scorso settembre. Con il volto più horror del cinema, quello dell'attore Pete Postlethwaite, scenari apocalittici e strepitosa colonna sonora di Tom Yorke dei Radiohead.

lunedì 5 ottobre 2009

La notizia del giorno

5 ottobre 2009

Lodo Mondadori, i giudici: "Berlusconi corresponsabile"
Le motivazioni della sentenza su Fininvest-Cir per cui il tribunale di Milano ha disposto un maxi-risarcimento da 750 milioni di euro a favore della holding di De Benedetti.
(Corriere della sera)

L'appello di Libero e Saltamartini "Punite Polanski"
Il 30 settembre il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una risoluzione che richiede la fine immediata dello stupro usato come arma di guerra.
(Libero)

La squadra Astana ha beneficiato di un trattamento di favore al Tour 2009
L'Agenzia francese per la lotta al doping ha redatto un rapporto clamoroso per l'Unione ciclistica internazionale. Vi si segnala il regime di favore di cui ha beneficiato il team di Armstrong e Contador.
(Le Monde)

I Tories parlano di "consultazione" per l'EU, invece di referendum
(The Guardian)

L'amore e l'astio di Dave
Show dell'odio per David Letterman...
(New York Post)


Rio 2016: le opere previste nel settore dei trasporti iniziano già da quest'anno
Metro a Barra e corsie preferenziali per gli autobus sarano i primi interventi.
(O Globo)

Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak premio Nobel per la Medicina
Premiati i loro studi su un enzima che protegge i cromosomi dall'invecchiamento.
(Corriere della Sera, Libero, Le Monde, The Guardian, O Globo, NY Post)


giovedì 1 ottobre 2009

Antonio Cassano presidente della repubblica?





E' quasi ufficiale: Antonio Cassano, ex genio ribelle del calcio, potrebbe essere il nuovo Presidente della Repubblica Italiana.

Nato spontaneamente per iniziativa dei suoi fan, il comitato Vota Fantantonio ha raccolto già 800.000 firme per la candidatura dell'attaccante di punta della Sampdoria al Quirinale. In base alla modifica della Costituzione appena approvata, infatti, la più alta carica dello Stato può venire assegnata a furor di popolo.

Dopo aver deciso di entrare in politica, fondando il movimento Cassanate per tutti un anno fa, il calciatore è riuscito a conquistare con le sue iniziative il cuore della maggior parte degli italiani, non necessariamente tifosi di calcio. Tra le sue imprese più spettacolari, la donazione di una Ferrari a ciascuna famiglia di Bari Vecchia e la costruzione di uno stadio in ogni centro urbano con più di 50.000 abitanti.